L'Abruzzo, così come le Marche e il Molise e la Puglia, è stato un luogo di sbarco a partire dal XIV secolo di consistenti ondate migratorie provenienti dai paesi balcanici che si affacciavano sulla riva opposta del  mare Adriatico. Così che ci sono stati diversi insediamenti arbëreshë nel territorio abruzzese, soprattutto dopo la morte di Scanderbeg, anche se la maggior parte di questi hanno finito per essere assimilati nel corso del tempo o si sono spostati in altri paesi, principalmente nel sud d'Italia.

Questo è stato il caso degli insediamenti Arbëreshë in Povincia di Pescara di Capelle sul Tavo, Caprara d'Abruzzo (frazione di Spoltore), Cipressi (frazione di Città Sant'Angelo); in Provincia di Teramo del comune di Silvi e di Villa Prepositi (frazione di Atri); in Provincia di Chieti  del comune di Cupello; in provincia de L'Aquila della frazione di Albanese del comune di Sulmona.

La presenza degli Arbëreshë nella regione Abruzzo oggi si identifica esclusivamente con il loro insediamento a Villa Badessa (in lingua arbëreshe: Badhesa), una frazione del comune di Rosciano in Provincia di Pescara fondata da un gruppo di famiglie provenienti da Piqueras, nel sud dell'Albania.

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Gli albanesi di Villa Badessa