La costa adriatica del Molise, così come quella della Puglia, era la costa più vicina ai Balcani che consentiva gli sbarchi dei profughi provenienti da quei paesi che fuggivano dalla conquista ottomana dei Balcani. Sia gli Slavi che gli Arbëreshë erano giunti nel Molise già prima del XIV secolo, ma il loro arrivo si intensificò nella seconda metà del XV secolo.

Sono stati identificati 27 insediamenti arbëreshë, oramai quasi tutti scomparsi, i quali  sono nati in tempi diversi nel corso degli ultimi cinque secoli e, in particolare, nei secoli XV e XVI. In questi insediamenti, col passare del tempo l'antica lingua dei padri si è parlata sempre meno o, partendo da questi insediamenti, gli Arbëreshë si sono spostati in altre località, soprattutto nel sud Italia. Inoltre, a causa di una lenta assimilazione, a cominciare dalla scoparsa del rito bizantino, degli elementi culturali, dei costumi, delle tradizioni, ecc., gli insediamenti Arbëreshë sono andati man mano scomparendo quasi tutti.

La maggior parte degli Arbëreshë si stabilirono nella provincia Campobasso e più precisamente a: Campomarino (in arbëresh: Këmarini), Casacalenda e la sua frazione di San Barbato, Campomarino (in lingua arbëreshe: Këmarini), Casale Sant'Elena, Ceppito, Civitacampomarano, Guglionesi, Larino e la sua frazione di Colle di Lauro, Montecilfone (in lingua arbëreshe: Munxhufuni) con la sua contrada di Torre Francara, Palata e la sua frazione di San Leucio, Pettacciato, Portocannone (in lingua arbëreshe: Portkanuni), Rotello, San Biase, San Felice del Molise, San Giacomo degli Schiavoni, San Martino in Pensilis e la sua frazione di San Leo, San Paolo Matese, Santa Croce di Magliano, Tavenna e Ururi (in lingua arbëreshe: Ruhr). Mentre nella provincia di Isernia gli Arbëreshë si stabilirono a Macchia d'Isernia e a Sant'Elena Sannita.

Oggi nel Molise le sole comunità etno-linguistiche degli Arbëreshë che consevano ancora tracce storico-culturali sono tutte nella Provincia di Campobasso, e più precisamente: Campomarino (in arbëresh: Këmarini), Portocannone (in lingua arbëreshe: Portkanuni), Ururi (in lingua arbëreshe: Ruhr) e Montecilfone (in lingua arbëreshe: Munxhufuni) con la sua contrada di Torre Francara, dove sono ancora evidenti tracce del patrimonio storico e del patrimonio culturale.

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Campomarino Montecilfone Portocannone Ururi