Ururi (in lingua arbëreshe: Rùri) è un comune italiano di circa 3000 abitanti del Basso Molise in provincia di Campobasso, nel Molise, situato su una piccola collina poco distante dalla fascia costiera adriatica e a circa 60 chilometri da Campobasso. Il nome di Ururi deriva dall'etimo dell'antico casale di "aurole", che nella bolla pontificia di Lucio III del 1181, viene denominata "Aurora".

Questo casale si sviluppava attorno ad un Monastero Benedettino costruito attorno all'anno 1000 e venne abbandonato in seguito al disastroso terremoto del 1456. Nello stesso anno Antonio de Misseriis, Vescovo di Larino, concesse agli albanesi di ripopolare il casale distrutto di Ururi, feudo della sua Mensa Vescovile.

Tra le prime famiglie insediatesivi erano: Campfredano, Cocco, D'Arienzo, Frate, Glave, Iannacci, Intrevado, Invasile, Licursi, Musacchio, Occhionero, Pastò, Pellegrino, Peta, Plescia, Primiani, Raspa, Salvatore, tuttora presenti in paese.

Qualche tempo dopo, il governo di Napoli scacciò da Ururi gli albanesi, a causa della loro turbulenta condotta ma, dopo diversi anni, li fece ritornare nel casale.

Molto forte tra la popolazione locale è l'attenzione alla storia e alla tradizione. Gruppi folkloristici, associazioni culturali, pro-loco, lavorano tutto l'anno all'organizzazione dell'estate ururese, dedicandosi ad iniziative che fanno rivivere gli antichi ricordi del passato, e si impegnano nella promozione di iniziative per la valorizzazione linguistica e culturale del paese.

Attualmente le tradizioni albanesi si sono parzialmente conservate, sia nella cultura che nella lingua; il legame più forte con le origini è rappresentato dalla lingua arbëreshe che ancora oggi si parla abitualmente, mentre il rito bizantino, tipico simbolo di fede cristiana e di identificazione degli arbëreshë, fu soppresso dopo secoli di resistenza e vani tentativi per preservarlo.

La carrese

Il 3 di maggio di ogni anno si svolge "la carrese". Questa è una gara tra due carri trainati da una coppia di buoi, con undici cavalieri ciascuno in ausilio, tutti al galoppo. Il percorso è lungo tre chilometri e quattrocento metri.

Ururi: corsa dei carri
Ururi: la corsa dei carri detta "la carrese"

Il giorno successivo alla gara, il carro vincitore ha l'onore di portare in processione la sacra reliquia del Legno della Croce, la reliquia che la madre dell'Imperatore Costantino avrebbe portato con sè dall'Oriente e che fu donata alla Chiesa di Ururi dalla famiglia Giammiro.