Chieuti (in lingua arbëreshe: Qefti) è un comune della provincia di Foggia limitato a est dal mare Adriatico, a nord dal torrente Saccione e a sud dal fiume Fortore. Il suo territorio comprende l′area dove sorgeva l′antica città di Cliternia Frentana, distrutta dai Goti nel 495 d.C.


una via del centro storico

L′insediamento degli albanesi risale al 1468, dopo la campagna militare di Scanderbeg in Italia. Le truppe di Scanderbeg, tra il 1460 e il 1468, avevano combattuto in sostegno del Re Ferdinando I d′Aragona contro diversi baroni locali che sostenevano Renato D′Angiò-Valios, pretendente al trono di Napoli.


una delle porte di ingresso al borgo fortificato

Scanderbeg inviò in Italia 500 stradioti albanesi sotto il comando di suo nipote Jovan Stres Balsic. Il 1° ottobre del 1460, a Barletta, Jovan Stres Balsic sconfisse le truppe del ribelle Giovanni Antonio Orsini del Balzo, Principe di Taranto; poi andò a combattere contro i ribelli guidati da Nicolò Piccinno e conquistò la città di Trani.

Poi, il 25 agosto del 1461, lo stesso Scanderbeg giunse in Puglia dove attaccò i baroni ribelli in terra d′Otranto, costringendoli a chiedere la pace. Più tardi Scanderbeg combatté la battaglia di Orsara, vicino all′attuale Greci in provincia di Avellino, sconfiggendo definitivamente i sostenitori di Renato D′Angiò-Valios.


costume storico di Chieuti

Molti stradioti albanesi rimasero in Molise, mentre altri si stabilirono in diverse località della Puglia, tra le quali quella dove dove sorgeva l′antica città di Cliternia Frentana; qui fondarono il borgo fortificato di Chieuti; segni evidenti delle sue fortificazioni sono le mura che circondano il centro storico e le 4 torri ottagonali agli angoli delle stesse.

Verso il 1680 giunsero da Maina della Morea diversi profughi che si stanziarono a Chieuti. Questi erano guidati da due fratelli, Giorgio e Macario Sevastò, il primo monaco e l′altro laico. I capitoli di fondazione di Chieuti riportano la data del 1680 e furono stesi con Mons. Ferdinando Apicella.

A Chieuti molti tra gli anziani parlano ancora la lingua arbëreshe. Le tradizioni arbëreshe si sono parzialmente conservate anche nella cultura, mentre è scomparso il rito bizantino. I cognomi di origine albanese più diffusi sono: Braccia, Brunetti, Dambra, Dardes, D′Ermes, Grima, Occhionero, Tafani, Vitale.

La carrese e il tarallo di Chieuti

Il 22 aprile si rinnova annualmente a Chieuti la carrese, la tradizionale corsa dei carri trainati da buoi. La corsa nasce dalle tradizioni legate al culto di San Giorgio.

I festeggiamenti a San Giorgio durano dal 21 al 24 aprile e sono caratterizzati da tradizioni singolari come la benedizione dell′alloro, simbolo della vittoria, che viene distribuito a tutte le famiglie di Chieuti che poi lo esporranno come prezioso ornamento all′esterno delle loro abitazioni; vi è poi e l′offerta del Tarallo, che consiste in una grossa ciambella del peso di circa 80 chili, fatta di caciocavallo, intrecciata tutt′intorno, adornata da uccellini e cestini, e sormontata dalla statua di San Giorgio a cavallo che uccide il drago e salva la principessa.

Dopo la tradizionale corsa dei carri trainati da buoi, che termina il 23 aprile, ai vincitori del Palio, viene consegnato il Tarallo di Caciocavallo, che verrà portato in processione insieme alla statua di San Giorgio.