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Le tradizioni e il folclore

Suggestivo il Carnevale di Spezzano Albanese. Si riscopre nella “Corsa dei cavalli” una tradizione che ricorda il palio o le antiche giostre: dai balconi che si affacciano sul corso principale vengono appesi degli agnelli (shtierra) ai quali viene applicato un anello di metallo alle narici come futuro bersaglio dei cavalieri che, in costume cavalleresco, gareggeranno nella famosa “Corsa dei cavalli“ dove i partecipanti, brandendo uno spiedo a mo’ di lancia, al galoppo sul proprio cavallo, tentano di infilzare lo spiedo nell’anello dell’agnello.

Altri elementi distintivi della cultura popolare sono i “falò” in onore di San Giuseppe che vengono accesi in tutti i vicoli del centro storico. Per l’occasione si è soliti offrire ai visitatori pasta e ceci, vino e "vecchierelle".

Era usanza che, nel lunedì di Pasqua si arava l’"orto della Madonna delle Grazie" mentre nel vicino rione, la sera si accendeva un falò devozionale attorno al quale si cantava la “scioca“.

Di estrema importanza per il Santuario della Madonna delle Grazie, è il martedì dopo Pasqua, quando ha luogo la festa più sentita dalla comunità spezzanese: la festa in onore alla Madonna delle Grazie patrona di Spezzano Albanese.

Anticamente la notte precedente alla festa dell’Ascensione, le donne scendevano sino alla spiaggia di Schiavonea e all’alba si gettavano in acqua. Poi si recavano nella chiesa dedicata all’omonima Madonna e pregavano.

Ancora oggi, durante la festa dell’Ascensione, la tradizione impone di magiare pasta e ricotta, o con altri latticini. Questa usanza serve per evitare il morso dei serpenti durante l’estate.

Dopo la celebrazione del matrimonio, gli sposi si dividono un dolce chiamato Kuliaci strappandolo in due parti: lui tira da una parte con una sola mano, lei, dall’altra, con tutte due. Chi avrà conquistato il pezzo più grosso avrà il comando durante la vita matrimoniale. Naturalmente vincerà la donna che impiega due mani.


il Kuliaci nuziale

Quando un moribondo sta per emettere l’ultimo respiro, quelli che sono al suo capezzale credono di vedere passare davanti l’ombra di una donna sospesa a mezz’aria che soffia sulla persona e la spegne come si spegne una candela.

Nella Grotta di Malconsiglio, in località Polinara, si dice che se si chiama per tre volte il diavolo, egli risponde.

Si crede che di notte, nei trivii, ossia dove la strada si divide in tre direzioni, alberghino gli spiriti per cui chi vi transita usa farsi il segno della croce.

Il costume tradizionale di Spezzano Albanese

Il costume di gala

Il Tradizionale costume di gala, detto “llambadhor”, fa ancora parte del patrimonio culturale di Spezzano Albanese, è uno dei simboli più rappresentativi dell’identità etnica e culturale degli arbëreshë e viene tramandato di madre in figlia.


ragazze di spezzano albaneseche indossano il “llambadhor”
in compagnia di due ragazzi che indossano un costume tradizionale albanese

Il “llambadhor” di Spezzano Albanese è composto dai seguenti elementi:

la “Ljinja” cioè una lunga camicia in cotone bianco con scollatura a “V” ornata ai lati da ricchi merletti eseguiti in filo di seta bianco;

il “Tuqilji” cioè una stoffa di cotone bianco che ha la funzione di coprire l’ampia scollatura della ljinja.

la “Kamizolla” cioè una sottogonna in raso di seta lunga fino alle caviglie a fitte pieghe plissettate che generalmente è di colore rosso o amaranto e con il lembo bordato di un ampio gallone dorato;

la “Coha” cioè una sopragonna in pura seta a lamine d’oro con bordo ornato da galloni d’oro; questa si sovrappone alla kamizolla ed è stretta a fitte pieghe plissettate sulla vita. La Coha è leggermente più corta della kamizolla tale da rendere visibile la gallonatura della kamizolla stessa. Il colore può essere verde, azzurro o viola. Quando viene indossata, il lembo inferiore del lato destro viene ripiegato in alto a forma di conchiglia con un rigonfiamento sulla parte posteriore “fucka” poggiante sul braccio destro e si riapre sul davanti a ventaglio;

lo “Xhipuni” cioè un cortissimo corpetto in lamé dorato simile al colore della coha con lembi gallonati in oro e con larghe fasce di galloni d’oro nella parte posteriore delle spalle. Le maniche presentano finissimi ricami dorati che richiamano motivi floreali o astrali.

il “Flloshi” cioè un velo di tulle poggiato sulla testa, caratterizzato da ricchi ricami in oro e argento. Questo accessorio aggiunge maggiore maestosità e completezza al llambadhor.

Il costume di tutti i giorni

Il costume tradizionale di tutti i giorni caratteristico di Spezzano Albanese e quello detto “pacchiana” privo di quella ricchezza di particolari e di accessori propri del llambadhor.

Questo costume ricalca nell’impostazione il costume di gala ed è composto da una lunga camicia di cotone bianco e il corsetto “xuavë” privo di galloni; inoltre, sulla gonna “sutana me rriç” caratterizzata da fitte pieghe, vi è un grembiule “vandizin“ con motivi floreali che contrastano con il colore della gonna stessa.

Bibliografia

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