Andali (in lingua arbëreshe: Andalli) è un comune della provincia di Catanzaro in Calabria e fa parte della Comunità Montana della Presila Catanzarese.

La storia

In principio il nome del borgo era Villa Aragona ed era compreso nella Contea di Belcastro che apparteneva agli Aragonesi Duchi di Montalto Ferrante (1542), Pietro (1549-1552) e Antonio (1553-1574). L'origine dell'abitato è da situarsi tra il 1542 ed il 1574, anni in cui fu ripopolato anche il vicino casale di Marcedusa.

All’inizio del Seicento il casale di Villa Aragona era abitato da circa duecento persone, e a causa della loro povertà, vi era un solo sacerdote per celebrare la messa ed amministrare i sacramenti. Sembra tuttavia che nonostante il Vescovo di Belcastro continuasse ad affermare che gli abitanti seguissero il rito latino, in verità il rito greco era ancora presente. Il Vescovo Antonio Ricciulli (1626-1629) così si espresse: “In pago Andali nuncupato per Parrochum perpetuum graeco ritu ministrantem. In pago vero Sancti Angeli per parrochum similiter perpetuum Latino ritu servientem”. Ma il Vescovo, quasi sempre lontano dalla sua diocesi, cercò di non evidenziare e di nascondere la presenza di elementi del rito greco nel Casale.

Col passare del tempo la Contra di Belcastro, compreso Andali, passò ai Sanseverino, ai Guevara, ai d’Aragona, ai d’Avalos, ai Caracciolo di Forino ed infine, nel 1755 ai Poerio che ne conservarono il possesso fino al 1806.

Intanto Andali era diventato un centro abbastanza importante, visto che inglobava nel suo territorio sia Cerva che Botricello, ma quando questi due territori divennero Comune a se e, soprattutto, quando la popolazione cominciò ad emigrare, il paese cominciò un lento declino, tanto che oggi gli abitanti si attestano a circa 800 persone e solo pochissime di questa parlano ancora la lingua arbëreshe.

La Chiesa Parrocchiale di Maria Santissima Annunziata

La Chiesa Parrocchiale di Maria Santissima Annunziata, la cui edificazione risale al 1728 da parte dell’Arciprete Don Giovanni Antonio Fragale. Una lapide marmorea esistente all’interno della Chiesa, è il curriculum storico di una chiesa che era all’origine una cappella gentilizia fatta costruire da Pietro Fragale con l’intento di collocarvi la sepoltura della famiglia che signoreggiava nel paese.

Distrutta dal terremoto dei 1783, venne riedificata nel 1788 ancora per munificenza della famiglia Fragale. Sotto la giurisdizione della Diocesi di Belcastro fino agli inizi dei 1818, nello stesso anno, in forza del Concordato Napoleonico, venne soppressa e aggregata alla Chiesa Metropolitana di Santa Severina.

Bibliografia

C. Lo Re, Una storia sommersa nei meandri del tempo, Andali Calabria Letteraria Editrice, Soveria Mannelli (CZ), 1996

M. Pellicano Castagna, La storia dei feudi e dei titoli nobiliari della Calabria (vol. I), Edizioni Frama Sud, Chiaravalle Centrale (CZ), 1984