San Benedetto Ullano (in lingua arbëreshe: Shën Benedhiti) è un comune arbëresh della provincia di Cosenza, in Calabria. Situato ai piedi del colle Sant’Elia, dista da Cosenza 25 km.

Suggestivi a San Benedetto Ullano, gli aspetti paesaggistici e naturalistici, perché il paese è immerso nei boschi secolari di castagni, cerri e faggi, ed anche per la presenza di una rara specie di tritone chiamato scientificamente “Triturus alpestris inexpectatus” nello specchio d’acqua denominato il “Laghicello” nell’omonima località posta a quota 1000 m.

Frazioni di San Benedetto Ullano sono Piano dei Rossi, una nuova zona residenziale dove si parla la lingua arbëreshe, e Marri (in lingua arbëreshe: Allimarri) anch’essa comunità arbëreshe.

La storia di San Benedetto Ullano

Le prime notizie storiche sul paese risalgono agli ultimi decenni del XII secolo, mentre era feudo dei duchi normanni di Montalto. Fu in quel periodo che fu fondato un monastero benedettino, da cui il paese prese il nome di San Benedetto Ullano (dal latino: Aulanium) con riferimento ad un antico luogo abitato che sorgeva nelle vicinanze.

L’antico borgo ebbe un decisivo impulso demografico ed economico, con conseguente sviluppo urbanistico dopo il 1478, quando giunse un consistente gruppo di profughi albanesi.

In quel momento, con la caduta di Kruja (1478) e di Scutari (1479), nelle mani degli ottomani, questi ultimi avevano completato la conquista dell’Albania. così che, mentre la popolazione albanese veniva perseguitata e massacrata, molti seguirono l’esempio di coloro che in precedenza si erano insediati in Italia meridionale e quindi abbandonarono per sempre la loro patria, imbarcandosi nei porti di Ragusa, Scutari ed Alessio su navi veneziane, napoletane e albanesi.

Giunti in Italia, gli Albanesi ricevettero dai feudatari alcune terre nelle aree scarsamente popolate. Mentre alcune famiglie della vecchia nobiltà albanese si stabilirono a Trani e ad Otranto, molti si stabilirono lungo la costa adriatica tra l’Abruzzo e il Gargano, altri stabilirono nelle Marche, altri ancora nel Regno di Napoli, dove ripopolarono villaggi abbandonati e devastati dal terremoto.

Molte famiglie albanesi si stabilirono in provincia di Cosenza, dove fondarono o ripopolarono moltissimi paesi, tra i quali anche San Benedetto Ullano, dove si aggiunsero alla popolazione latina esistente.

Nel 1534 a San Benedetto Ullano giunsero altri profughi. Questi provenivano dalla Morea e, più precisamente, dalla città greca di Corone. Erano in maggioranza Greci, anche se con loro c’era una consistente minoranza albanese che i Coronei chiamavano “Arvaniti”. Questi ultimi, molti anni prima, erano fuggiti dall’Albania prima dell’arrivo degli Ottomani e avevano trovato rifugio a Corone.

Corone, era stata sotto il dominio della Repubblica di Venezia fino al 1460, quando fu abbandonata causa della impossibile difesa dagli Ottomani, che avevano conquistato quasi completamente la Morea.

Nel 1532 la città fu riconquistata da Andrea Doria, anche grazie all’aiuto della popolazione che gli aveva inviato segretamente dei messaggi per informarlo sullo stato della città e per offrire la loro cooperazione dall’interno.

Conquistata la città, Andrea Doria lasciò una guarnigione spagnola, che risulto del tutto insufficiente a sostenere la difesa di Corone che, nel 1533, fu completamente circondata dalla flotta ottomana. L’anno successivo fu firmato il trattato di pace tra Carlo V e Solimano. La città fortificata di Corone venne lasciata agli Ottomani a condizione che la guarnigione spagnola e quei cittadini di Corone che volevano lasciare la città potevano essere imbarcati su una delle navi inviate da Carlo V.

Il governo napoletano noleggiò otto navi mercantili sulle quali furono imbarcati i soldati della guarnigione spagnola e diverse famiglie greche e albanesi (Arvaniti) di Corone. Oltre ai soldati, furono circa 2.000 Coronei ad essere trasportati nel Regno di Napoli.

L’Imperatore onorò con diversi documenti i Coronei e li premiò con diversi privilegi; con un diploma datato 8 aprile 1533 li raccomandò al Viceré di Napoli, e ordinò di dare loro qualche terra in Puglia o in Calabria. Con un altro diploma datato 15 luglio 1534 l’Imperatore dichiarò esenti i Coronei da tutte le tasse reali e baronali. Così che alcuni Coronei si stabilirono in Basilicata, altri in provincia di Cosenza a San Demetrio Corone e a San Benedetto Ullano.

Nel 1580, a causa del forte aumento della popolazione di San Benedetto Ullano, alcuni cittadini fondarono la frazione di Marri (in lingua arbëreshe Allimarri), situata oltre il fiume Argentino (lumi i Allimarrit).


donne di San Benedetto Ullano con il costume tradizionale del paese

Nel 1723 Papa Clemente XII (nato Lorenzo Corsini) fondò il “Collegio Italo-Albanese Corsini”, per la formazione del clero greco-albanese. Qui, oltre a mantenere e valorizzare il rito bizantino e la cultura arbëreshe, si formarono personaggi di spicco della cultura albanese d’Italia.

Il paese fu protagonista durante le lotte del risorgimento italiano; molti suoi abitanti presero parte attiva ai moti di Cosenza del 1844 e 1848 pagando con la vita i loro ideali di giustizia e di libertà anche attraverso la partecipazione eroica alla liberazione garibaldina dell’Italia Meridionale.


la chiesa di San Giuseppe a Marri

Nel 1937 San Benedetto Ullano, prima frazione di Montalto Uffugo, divenne comune autonomo. Tra i personaggi illustri di San Benedetto Ullano possiamo menzionare il Vescovo Felice Samuele Rodotà; Pietro Pompilio Rodotà, autore dell’opera in tre volumi: “Dell’origine, progresso e stato presente del rito greco in Italia”; Giovanni Mosciaro, deputato del Primo Parlamento Italiano.

San Benedetto Ullano conserva ancora oggi una varia e complessa tradizione popolare attraverso una serie di manifestazioni e consuetudini che costituiscono la cultura arbëreshe. La gente del posto parla ancora la lingua dei padri; conserva inoltre il rito bizantino e tutte le tradizioni religiose a esso collegate. I cognomi di origine albanese più diffusi a San Benedetto Ullano sono: Barbuto, Capparelli, Carci, Conforti, Martino, Mosciaro, Musacchio, Rodotà, Santoro, Tavolaro, Villotta; mentre a Marri sono: De Seta, Guerini, Petrucci.

Monumenti e luoghi d’interesse

La Chiesa parrocchiale di San Benedetto Abate

Al centro di San Benedetto Ullano troviamo la chiesa Parrocchiale intitolata a San Benedetto Abate con il suggestivo campanile e l’abside. Al suo interno, a navata unica, possiamo ammirare l’imponente iconostasi lignea realizzata da maestro ebanista Gianni Gioia di Frascineto e il grande mosaico del Pantocrator, oltre alle numerose e pregevoli icone.

 

Sempre al suo interno, oltre alle statue lignee dell’Immacolata, di San Francesco di Paola, di San Rocco e della Madonna del Rosario, troviamo il busto marmoreo del 1740 di Felice Samuele Rodotà, primo vescovo di rito greco per le ordinazioni degli Italo-Albanesi di Calabria e il busto marmoreo di papa Clemente XII.

 

La Chiesa di San Rocco

Importante la chiesa di San Rocco, di costruzione Settecentesca con bellissimo portale e finestrone in tufo lavorato, recentemente restaurata.

La Chiesa della Madonna Buon Consiglio

Nella periferia del centro storico di San Benedetto Ullano, nei pressi della strada che conduce verso la Chiesa di San Rocco, troviamo la chiesa dedicata alla Madonna del Buon Consiglio. All’interno è una tela del XVIII secolo, nonché una recente icona raffigurante la Madonna del Buon Consiglio.

Sempre al suo interno è custodita inoltre una scultura lignea dipinta e dorata raffigurante la Madonna con Bambino sorretta da un angelo e due putti. Il soggetto si rifà all’effigie della madonna protettrice degli Albanesi che, secondo la leggenda, fu portata dagli angeli da Scutari a Gennazzano, in provincia di Roma. Il gruppo scultoreo venne eseguito a Gennazzaro e, nel 1737, fu portato a San Benedetto Ullano.

Le chiese della frazione di Marri

Due i luoghi di culto della parrocchia di San Giuseppe, istituita a Marri nel 1948 da Mons. Giovanni Mele: la Chiesa parrocchiale di San Giuseppe e, in località Piano dei Rossi la Chiesa del Santissimo Salvatore, costruita in stile bizantino, con iconostasi lignea, consacrata da Mons. Giovanni Stamati il 1° luglio 1979.

Altri luoghi di interesse

Oltre ai maestosi portali settecenteschi del centro storico con stemmi e numerosi archi e archetti che caratterizzano le gjitonie, troviamo di un certo interesse storico la casa dove ebbe i natali Agesilao Milano, il quale fu impiccato dai Borboni parchè, l’8 dicembre 1856, aveva tentato di uccidere il Re Ferdinando II. Altra casa interessante è quella dove nacque Eugenio Conforti, cospiratore e martire della Causa Risorgimentale.

Bibliografia

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A. Moccia, S. Benedetto Ullano e Marri, in “Zeri i arbereshevet”, n. 6-7, 1973

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A.A. Moccia, Le tradizioni popolari di S. Benedetto Ullano e di Marri. Università degli Studi di Roma, Facoltà di Lettere e Filosofia, A. Acc. 1970-71

T. Mosciaro, La comunità arbëreshe di San Benedetto Ullano e il Collegio Corsini (1732-1794)