Sono stati riscontrati 22 insediamenti Arbëreshë sorti in Basilica nel XV secolo e alcuni di loro, per lo più in provincia di Potenza, sono rimasti tali fino ad oggi, perchè è stata mantenuta l'identità provenienza con la salvaguarsia della lingua, delle tradizioni, dei costumi e della fede religiosa secondo il rito bizantino.

In effetti, dal XIII al XV secolo, la presenza di albanesi era comune nel Regno di Napoli grazie agli scambi commerciali, agli artigiani, al lavoro stagionale e, soprattutto, come mercenari nei conflitti interni del regno. La frequenza di questi movimenti era nata anche prima che gli albanesi si fermassero permanentemente con le loro famiglie.

 Nella seconda metà del XV secolo la necessità del sostegno militare da parte degli albanesi per calmare la situazione interna, così come la necessità di ripopolare le numerose aree dismesse nel sud del paese, che permise il crescente afflusso di albanesi verso l'Italia. Gli insediamenti albanesi aumentarono rapidamente dopo l'incursione militare Scanderbeg a sostegno del Re di Napoli, ma ancora di più dopo la sua morte (nel 1468) che vide l'invasione ottomana dell'Albania (1478-1479).

In Basilicata una forte presenza di albanesi la si può riscontrare in provincia di Potenza, dove esistono tutt'ora diverse comunità Arbëreshe. I primi albanesi provenivano dal sud dell'Albania, poi a questi se ne aggiunsero altri in tempi diversi, espandendo sempre più le loro comunità. Un'altra ondata di migranti, provenienti da Maida nel Peloponneso, si verificò nel 1664; anche nel 1774 durante il regno di Ferdinando IV di Napoli un grande gruppo di immigrati dalle isole Ionie si stabilirono in Basilicata.

Nel nord della provincia di Potenza esistono tutt'oggi tre comunità Arbëreshe che hanno mantenuto in modo abbastanza evidente la cultura, la lingua e le tradizioni della patria di origine, anche se hanno abbandonato il rito bizantino. Questi sono Barile (in lingua Arbëreshe: Barilli), Ginestra (in lingua Arbëreshe: Zhura) e Maschito (in lingua Arbëreshe: Mashqiti).

Nel sud della provincia di Potenza, ai piedi del Parco Nazionale del Pollino, altri due centri hanno mantenuto forte identità del paese di origine, la lingua, il rito bizantino di religione, la cultura e le tradizioni evidenti nello stile di vita e nella vita di tutti i giorni. Si tratta di San Costantino Albanese (in lingua Arbëreshe: Shën Kostandini Arbëresh) e di San Paolo Albanese (in lingua Arbëreshe: Shën Pali Arbëresh), fondati nel 1534. Basta visitare il Museo della Cultura Arbëresh a San Paolo Albanese per riconoscere l'identità culturale, territoriale, sociale ed economica di Arbëreshë.

 Ma anche in molti altri insediamenti delle due province della Basilicata, Potenza e Matera, possiamo riscontrare le tracce della storia e della cultura degli Arbëresh, anche se l'antica lingua non è più parlata e il rito bizantino del paese di origine è stato sostituito da quello latino. Questi insediamenti sono; nella provincia di Potenza: Atella, Brindisi Montagna, Lagopesole, Melfi, Rapolla, Rionero in Vulture, Ripacandida, San Chirico Nuovo, San Fele, San Martino d'Agri, Trivigno, Venosa. Nella Provincia di Matera: Matera, Grassano, Miglionico, San Giorgio Lucano, Tricarico.

puoi saperne di più andando ai seguenti link:

Barile Brindisi Montagna Ginestra
Maschito Melfi Rionero in Vulture
San Costantino Albanese San Paolo Albanese