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Santa Caterina Albanese (in lingua arbëreshe: Picilia) è un comune di 1292 abitanti (al 31 dicembre 2010) della provincia di Cosenza, in Calabria.

Il paese sorge sul declivio di un un monte detto Pizzo tra le valli dell’Esaro e del torrente Ricosoli, ed è a 472 m s.l.m.. Il territorio comunale comprende anche alcune contrade occupate da un nucleo urbano nella zona pianeggiante.

Storia di Santa Caterina Albanese

In Albania, dopo la morte di Scanderbeg avvenuta il 17 gennaio 1468, ci fu una consistente migrazione verso l’Italia meridionale. Molti Albanesi ricevettero dai feudatari locali terre e diritti civili in aree scarsamente popolate, così che si stabilirono lungo la costa adriatica tra l’Abruzzo e il Gargano, mentre altri si stabilirono nelle Marche. Molti altri si trasferirono nel Regno di Napoli, dove ripopolarono villaggi abbandonati e devastati dal terremoto; molti di loro giunsero in Calabria dove fondarono o ripopolarono numerosi paesi.

Fu allora che un gruppo di famiglie provenienti dall’Albania sud-occidentale furono accolte da Luca Sanseverino, Principe di Bisignano, che consentì loro di stabilirsi nella contrada Prato, vicino alla badia cistercense di Santa Maria la Matina.

Prima dell’arrivo degli Albanesi, sul sito dove ora c’è il paese di Santa Caterina Albanese, già esisteva il casale disabitato di “Piezileum”, dal quale deriva il nome arbëresh di “Picilia”.


uno dei vari murales che decorano
le case di Santa Caterina Albanese

Il feudo appartenne in origine al principato di Bisignano, nel 1578 fu affidato alla famiglia Bruno dalla quale il 1583 passò agli Murtado, i quali nel 1638 lo cedettero ai Dattilo che vi ricevettero il titolo di marchese e vi rimasero fino al 1784 quando passò ai Sanseverino di Saponara che lo tennero fino alla eversione della feudalità (1806).

Dopo aver fatto parte del Comune di Fagnano Castello dal 1928, divenne camune autonomo nel 1934. Oggi a Santa Caterina Albanese le tradizioni arbëreshë sono parzialmente conservate sia nella cultura che nella lingua, mentre è scomparso il rito bizantino. I cognomi di origine albanese più diffusi sono: Antonucci, Capparello, Cristiano, Ippolito, Pisarro, Porcella, Salerno, Stamato, Tripicchio, Vattimo.

Monumenti e luoghi d’interesse

la Chiesa Parrocchiale di San Nicola di Mira

I vicoli del centro calabrese sono segnati dagli acciottolati e da archi che rievocano i tempi più remoti. Dominato dall’alto dal Palazzo ducale dei principi Sanseverino, il centro storico presenta molte attrattive interessanti da un punto di vista storico e artistico tra le quali, ad esempio la sede comunale ristrutturata nel 1976 nei pressi della quale si leva l’antico palazzo della famiglia Chiurco.

Nella parte settentrionale del paese sorge la Chiesa Parrocchiale dedicata a San Nicola di Mira in stile barocco e costruita da maestranze municipali, e poi rimaneggiata in periodo successivo. La chiesa presenta un campanile a torre quadrata, cuspidata. All’interno della chiesa decorato sempre in stile barocco sono conservate delle statue processionali.

Dal piccolo centro abitato parte la via San Pantaleone dalla quale si raggiunge la cappella dei Santi Martiri di Nicomedia, sorta intorno al 1600.

Tradizioni e folclore

Il 27 luglio si festeggia San Pantaleone, patrono del paese con grande concorso di tutto il popolo. Nel periodo del Carnevale (Karnivallj), è consuetudine rievocare la “vallja” (ridda).


il costume tradizionale di Santa Caterina Albanese

Il giorno di Ferragosto si festeggia l’Assunzione di Maria in Contrada Pianette (una circonvallazione cui una buona parte è stata accorpata al Comune di Santa Caterina) dopo la processione lungo la circonvallazione, il pomeriggio si tiene una piccola fiera e la sera il cortile parrocchiale di Pianette diviene il ritrovo dei cittadini per assistere a uno spettacolo musicale.

Bibliografia

D. Cassiano, La cultura minoritaria arbereshe in Calabria, Brenner, Cosenza, 1983

F. Altimari, Racconti popolari di S. Caterina Albanese, a cura di P. V. Malaj, Ed. Rubbettino, Soveria Mannelli, 2004

F. Altimari, F. De Rosa, Atti del 3° seminario internazionale di studi albanesi, Centro editoriale universitario, Cosenza, 1997

V. Belmonte, Opera di Francesco Antonio Santori, UNICAL, Laboratorio di Albanologia, 2013

M. Pellicano Castagna, La Storia dei Feudi e dei Titoli Nobiliari della Calabria, Editrice C.B.C. 1996