Rendered Image


pagina 2 di 2

Gli edifici religiosi

La Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo

La Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, costruita nel centro del paese, nella sua facciata presenta un portale in pietra locale, al quale si accede attraverso una scalinata. L’interno, al quale si accede tramite un portale del 1601, è a tre navate e, dopo il passaggio al rito bizantino, è stato modificato per adattarlo al nuovo rito, chiudendo le nicchie dove prima vi erano le statue dei santi, e dotandolo delle icone tipiche del rito bizantino. L’unica statua rimasta è quella dedicata a San Francesco di Paola, posta alla sinistra dell’altare.

Anche la struttura dell’altare è stata modificata e dotata di una iconostasi in muratura. Fra le numerose icone vi è quella di Sant’Attanasio, offerta dagli albanesi di Santa Sofia d’Epiro per suggellare il gemellaggio con Falconara Albanese.

Sempre al suo suo interno, si può ammirare il quadro dell’Addolorata con San Michele Arcangelo e il quadro di San Francesco di Paola entrambi dipinti nel 1749 dal Pascaletti, un pittore di Fiumefreddo Bruzio.

La Chiesa della Madonna del Buon Consiglio

La Chiesa della Madonna del Buon Consiglio è stata costruita nel XVI secolo ma nel tempo ha subito varie modifiche, sia interne che esterne, dovute ai vari restauri.

Gli elementi architettonici esterni sono in arenaria, l’abside è sormontata da una cupola circolare ricoperta di tegole.

Il soffitto è stato ricostruito in legno e tegole e all’interno vi è un altare in stile Barocco, e vi è custodito un altorilievo del 1700 rappresentante l’immagine della Madonna con Bambino sostenuto da due angeli.

La Cappella di Santa Maria del Castelluccio

La Cappella di Santa Maria del Castelluccio, edificata nel 1544 su una roccia alta circa 50 metri, è ad un’unica navata e dotata di iconostasi in legno. La chiesetta è dotata di delicati elementi architettonici quali un portico con elementi di pietra tufacea opera di scalpellini locali.

Si accede alla chiesetta attraverso una gradinata di circa 127 gradini di pietra. Alla sua sommità vi è un campanile a forma di torretta costruito nel 1757, su un lato vi è una nicchia, ricavata nella roccia, dove è posta la statua della Madonna Assunta, scolpita in pietra lavica nera, dal viso bianco e dalle braccia monche.

La Chiesa del Santissimo Salvatore a Torremezzo

Nel 1991, a Torremezzo di Falconara Albanese, fu edificata la chiesa dedicata al Santissimo Salvatore e Santa Teresina del Bambino Gesù. Al suo interno è dotata di iconostasi in ferro battuto e catino absidale affrescato con pitture bizantine dall’artista albanese Josif Droboniku.

Vi si può ammirare anche un quadro di Santa Teresina, dipinto da Tonina Garofalo di Fiumefreddo. L’iconostasi è realizzata in ferro battuto ed è dotata di icone del Cristo e della Madre di Dio in trono, opere dell’iconografo Attilio Vaccaro di Lungro (CS).

Altri luoghi d’interesse

Il Castelluccio

Il “Castelluccio” in località “Kurtina” è l’attrattiva di Falconara Albanese. E’ un gigantesco masso monolitico alto circa 50 metri sul quale spicca la croce, visibile dal paese. La vetta può essere raggiunta attraverso una scalinata di oltre 100 gradini intagliati nella roccia. Poco più sotto sorge la chiesetta, dedicata alla Madonna dell’Assunta.


in alto: il Castelluccio

La frazione di Torremezzo

Di notevole interesse e discreta meta turistica è la frazione di Torremezzo, posta sul litorale tirrenico, tra San Lucido e Fiumefreddo Bruzio.


il lungomare di Torremezzo
Il costume tradizionale

Il costume tradizionale di Falconara Albanese oggi lo si può ammirare solo nelle varie manifestazioni popolari e nelle feste religiose del paese perché non sopravvive più come realtà quotidiana. Viene indossato per la festa patronale della Madonna del Buon Consiglio e nelle “vallje”, oltre che in qualche occasione speciale come i matrimoni; ma la spontaneità per questo abbigliamento non esiste quasi più, è considerato unicamente un pezzo da museo.


gruppo fonk di Falconara albanese

Il costume tipico falconarese ha subito diverse modificazioni con il passare degli anni, pur mantenendo una sua originalità. L’antico costume constava dei seguenti elementi:


antica stampa rappresentante
 una donna di Falconara Albanese

la Linja: una camicia di lino bianco lunga fino al polpaccio, con una scollatura quadrata. Ricchi ricami ornavano la scollatura e la parte terminale delle maniche;

la Coga: una gonna di seta di colore verde o azzurro lunga fino alle caviglie, plissettata in vita e orlata da balze e da altre applicazioni che la impreziosiscono;

lo Xhipuni: un corpetto di lana. Le maniche arrivano fino al gomito e sono ornate da ricami simili a quelli della gonna;

la Keza: un copricapo a forma di cuffia rigida, ricoperta da ricami d’oro e da fili di seta. Viene posta sui capelli intrecciati e arrotolati sul retro del capo;

lo Shqepi: uno scialle di seta da porre sul capo; per le donne maritate è trasparente, per le nubili è di seta grezza;

il Prigri: un piccolo grembiule con ricami simili a quelli delle maniche della camicia.

Bibliografia

D. Zangari, Le colonie italo-albanesi di Calabria, Napoli 1939

F. Riggio, Falconara Albanese. Ricordi e schiarimenti, in "Rivista Storica Calabrese" 27-28 (1986)

D. Taccone Gallucci, Monografia della Diocesi di Nicastro e Tropea, Reggio Calabria 1904

E. F. Fortino, La chiesa bizantina albanese in Calabria, Cosenza 1994

D. Cassiano, La comunità arberesch nella Calabria del XV secolo, Cosenza

P. P. Rodotà, Dall’origine progresso e stato presente del rito greco in ltalia, Roma 1763

G. Caridi, Popoli e terre di Calabria nel Mezzogiorno moderno, Rubettino, Soveria Mannelli (CS), 2001