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Gli edifici religiosi di Lungro

La Cattedrale di San Nicola di Mira

La Cattedrale di San Nicola di Mira è la principale chiesa dell’Eparchia di Lungro degli Italo-Albanesi, la diocesi che, dal 1919, ha giurisdizione su tutte le parrocchie cattoliche degli Italo-Albanesi di tutta l’Italia continentale che adottano il rito bizantino.

La chiesa fu ricostruita nel 1721, dopo che un terremoto aveva distrutto quella preesistente, anch’essa dedicata a San Nicola di Mira. Nel 1919 la chiesa fu elevata a Cattedrale e subì le modifiche necessarie per essere adattata al rito bizantino.

Il prospetto esterno, realizzato in forme neoclassiche si presenta organizzato in elevazione su due livelli; al livello inferiore si aprono tre portoni bronzei, separati da coppie di lesene, realizzati dall’artista calabrese Giovanni Talarico: in quello centrale sono raffigurate le grandi feste cristologiche; quello di destra è dedicato alla Madre di Dio e quello di sinistra ad episodi della vita di San Nicola di Mira, protettore di Lungro e di tutta l’Eparchia.


il Cristo Pantocrator

L’impianto planimetrico è a tre navate, delle quali, quella centrale, ricoperta da una volta a botte con unghiature in corrispondenza dei finestroni. Nel 1955, furono avviati i lavori di adattamento dello spazio interno alle esigenze del rito bizantino che comportò la demolizione degli altari nelle navate laterali, la realizzazione dell’iconostasi e la realizzazione di mosaici e affreschi.

Tra i numerosi mosaici e affreschi in stile bizantino che impreziosiscono la Cattedrale dell’Eparchia di Lungro, spicca quello eseguito dal pittore e mosaicista albanese Josif Droboniku e raffigurante il Cristo Pantocrator, che copre l’intera superficie della cupola centrale, cioè circa 120 metri quadrati.


l’iconostasi e il catino dell’abside dove è raffigurata la “Platyera ton uranòn

Notevole è anche il mosaico del vasto catino dell’abside dove è raffigurata la Madre di Dio, la “Platyera ton uranòn” (dal greco: “più ampia dei cieli”, che ha accolto nel suo grembo il Creatore che non è contenibile nell’Universo intero), circondata dalle figure degli Arcangeli Gabriele e Michele, dal Re Davide e dal Profeta Isaia.

Sempre di Josif Droboniku sono il mosaico del Giudizio Universale, che sovrasta la navata centrale e il mosaico della Cappella del Fonte Battesimale.

Sulla splendida iconostasi in legno sono poste le icone, una di queste rappresenta “Santa Maria dell’Alto” sulla quale è raffigurata la Madonna col Bambino, ai lati, due angeli e in alto, l’Ecce Homo. Le icone dietro l’iconostasi raffigurano Cristo eucaristico e i padri della chiesa d’Oriente e d’Occidente.


il mosaico del Giudizio Universale eseguito da Josif Droboniku

Sulla splendida iconostasi in legno sono poste le icone, una di queste rappresenta “Santa Maria dell’Alto” sulla quale è raffigurata la Madonna col Bambino, ai lati, due angeli e in alto, l’Ecce Homo. Le icone dietro l’iconostasi raffigurano Cristo eucaristico e i padri della chiesa d’Oriente e d’Occidente.

Sulla volta troviamo delle opere di pittori napoletani dell’800: Resurrezione, Pentecoste, e scene dell’antico testamento. In sagrestia si può ammirare un affresco bizantineggiante del 1547 raffigurante la Santa Parasceve e una statua di Santa Lucia del 1856.

La chiesa parrocchiale del Santissimo Salvatore

Con lo sviluppo edilizio del rione San Leonardo, mons. Lupinacci ha costituito la seconda parrocchia a Lungro, intitolandola al Santissimo Salvatore. La struttura è stata consacrata il 24 aprile 2004 dal cardinale Moussa Daoud, prefetto della Congregazione orientale. All’intermo della chiesa, sull’iconostasi lignea, sono esposte icone realizzate da Josif Droboniku.

La Chiesa della Beata Vergine del Carmelo

La Chiesa della Beata Vergine del Monte Carmelo fu eretta nel 1608 e faceva parte di un convento che, nel 1808 venne chiuso per essere adibito a cimitero. La piccola chiesa conserva la statua in legno della Vergine con il Bambino.

Nelle due domeniche intorno al 16 di Luglio vi sono due processioni: la domenica prima del 16 luglio, dopo la veglia nella notte, la statua della Madonna viene portata dalla chiesetta in Cattedrale; il successivo sabato sera vi sono i festeggiamenti laici (concerto, spettacolo pirotecnico), la domenica mattina un imponente fiera si snoda per le vie del paese, mentre in serata di effettua la Solenne Processione.

La Cappella di Santa Maria di Costantinopoli

La Cappella di Santa Maria di Costantinopoli, o dell’Icona, è la prima chiesa edificata dagli albanesi e sorge su di una rupe in prossimità del torrente Tiro, che a quei tempi segnava il confine naturale del territorio tra Lungro e Saracena.

All’interno vi è custodita la prima testimonianza di iconografia bizantina su pietra che raffigura la Madonna con Bambino. Molto interessante è il soffitto ligneo a cassettoni che che venne realizzato nel 1663 dall’artista calabro Angelo La Petra.

La Cappella di Sant’Elia

La cappella di Sant’Elia, sorge su di una splendida e suggestiva rupe che partendo dalle gole del torrente Tiro, si innalza vertiginosamente sopra la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli. Durante il Risorgimento il culto del Santo era molto praticato poiché Sant’Elia veniva considerato il liberatore del popolo albanese di Lungro dalle repressioni borboniche.

Il Palazzo della Curia Vescovile e la Cappella dell’Episcopio

Nel 1531 su iniziativa del barone Pescara di Saracena, signore del casale di “Lungrium” dal 1531 al 1537, venne dato avvio ai lavori per la costruzione di un castello su di un promontorio dove probabilmente già esisteva un edificio baronale, e da dove era possibile controllare sia il villaggio albanese, sia le numerose scorribande dei nemici.

Il castello di Lungro non esercitò, tuttavia, le sue funzioni strategiche per molto tempo; infatti nel 1538 venne acquisito dai signori di Altomonte che ritennero proficuo adibirlo ad abitazione civile di qualche famiglia particolarmente fedele ai signori proprietari.

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